CAMPIONATO 1971 - 1972
SERIE 3° CATEGORIA
GIRONE A

La Fidelis appena costituita si iscrive al campionato di terza categoria. E’ il primo campionato federale al quale partecipa in un girone composto da dieci squadre. Direttore tecnico è Ciccillo Memeo, allenatore-giocatore Eligio Mansi.

Il campionato è vinto con 31 punti dal “DON UVA BISCEGLIE”, squadra nata all’interno della Casa della Divina Provvidenza e che giocava su di un campo di gioco posto all’interno del manicomio. La FIDELIS si classifica al 6^ posto con 18 punti.

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La rosa dei giocatori è formata da Losito V., Moschetta, Zagaria S., Mansi, Tesse, Tursi, Matera, Saccotelli, Sgaramella F. I, Marzano, Chiapperino, Memeo F., Fuzio, Mongelli, Cinotti, D’Avanzo, Novelli, Ribatti, Acquaviva, Caldarola, Losito S., Fiore.

Il miglior marcatore della stagione fu Losito V. con 10 reti.

Nel corso della stagione sportiva si svolgono due assemblee dei soci.

La prima il 1 ottobre 1971 durante la quale, oltre che il il bilancio preventivo che prevedeva spese per 647.500 lire, viene discussa ed approvata l’ammissione di 12 soci sostenitori e 11 soci ordinari: a distanza di una settimana la compagine sociale si allargava facendo ben sperare sull’avventura appena iniziata.

La seconda assemblea si tiene il 25 di agosto del 1972, al termine del 1° campionato disputato e nella immediata vigilia dell’inizio del secondo. Si procede all’approvazione del bilancio consuntivo che, aimè, presenta delle cifre che si discostano dalle previsioni.

Le spese ammontano a 906.140 lire, con un deficit rispetto alle entrate di 231.485 lire, che i soci fondatori sono chiamati a versare.

Voci di spesa curiose sono “ calzettoni – lacci – mutandine “ per 8.675 lire, “ infortunio giocatore Tursi ( raggi x) per 9.000 lire. Lo stesso giocatore Tursi è indicato per “ spese cartellinamento Tursi” per 9.000 lire. Una voce significativa per importo fu “ spese premi ai giocatori – pranzi e varie” per 124.700 lire: insomma far mangiare gli atleti era una bella botta.

Gli incassi ammontarono a 72.350 lire: ben poca cosa rispetto all’ammontare delle spese. Insomma una gestione che gravava per larghissima parte sui versamenti dei soci.

La stessa assemblea conferma alla guida della società il rag. Nicola Lopetuso, elegge vice presidenti Domenico Tesoro e Giovanni Tursi, conferma a segretario Michele Zingaro, a cassiere Barolomeo Papa, a direttore tecnico Francesco Memeo, ad allenatore Eligio Mansi; una nuova figura che appare nella compagine, quella del direttore tecnico in seconda nella persona di Vincenzo Fiore. Segno di probabili divergenze sulla conduzione tecnica società.

Centrale nella conduzione tecnica della squadra si rivelerà nel tempo il ruolo del duo Mansi – Memeo.

Il primo, giocatore di talento e personalità oltre che di spiccato livello culturale, era indubbiamente il leader della formazione, tanto da assumere il ruolo di allenatore-giocatore.

Ciccillo Memeo, personaggio visceralmente legato al gioco del calcio, appassionato ricercatore di giovani talenti del calcio cittadino viveva la partita domenicale della sua squadra come l’epilogo di una settimana interamente dedicata ad istruire i suoi ragazzi.

La sua rivendita di tabacchi, in via Jannuzzi, la sera diventava il ritrovo dei giocatori: assorbivano le istruzioni tattiche del loro maestro che, utilizzando le monete da 5 o 10 lire, ed usando il suo banco di vendita come fosse un campo di calcio, dava disposizioni tattiche da utilizzare la domenica successiva.

Era un convinto sostenitore del gioco a zona. E questo molto tempo prima che Arrigo Sacchi la lanciasse come modulo di gioco delle sue squadre.

CLASSIFICA

PROMOSSA AL CAMPIONATO DI SECONDA CATEGORIA: DON UVA BISCEGLIE.