CHI SIAMO

Descrivere la storia di una comunità impone l’uso di fonti che, attraverso una interpretazione degli accadimenti, consenta la conoscenza del passato. Molteplici sono i profili che concorrono a determinare la narrazione: da quelli archeologici e monumentali a quelli sociali, economici e, non ultimo, il raccontare che si tramanda oralmente di generazione in generazione .

Numerosi sono i fatti che, nell’arrestabile muoversi del tempo, sedimentano elementi che concorrono a definire i caratteri identitari e la memoria collettiva di un aggregato umano , vasto o modesto che sia.

Nel nostro caso vogliamo cominciare ad occuparci di un fenomeno che nel tempo si è molto diffuso, capace di aggregare le masse e di provocare coinvolgimenti emotivi che assumono, forse anche sotto il profilo antropologico, elementi identitari e di senso dell’appartenenza che difficilmente trova analogie con altri fattori.

Parliamo del calcio, di questo splendido ed accattivante sport che fa sognare sin da piccoli, che spinge ad emulazioni senza pari e che segna l’intera vita di chi ne è contagiato: si diventa tifosi di questa o quella squadra sin dalla tenera età, magari sulla spinta di sollecitazioni maturate nello stesso ambito familiare, e la si conserva fino in fondo.

Non credo ci sia altro aspetto altrettanto radicale e incontrovertibile delle scelte che ciascuno fa come quella di appartenere a questa o quella squadra di calcio.

Ovviamente l’intento non è quello di procedere ad analisi sociologiche, antropologiche o di chissà quale altra complicata scienza: qui si vuole tentare una sintesi del fenomeno del calcio ad Andria, facendola con il rigore che le fonti consentono, ma con la leggerezza di un racconto che raccoglie aneddoti, ricordi e personaggi.

Lo faremo con l’intento di una ricognizione d’insieme che, pur dando la percezione dello svilupparsi del fenomeno nel corso del tempo, sia polarizzato sulla Fidelis Andria, dalla sua fondazione fino all’esaltante periodo della gestione della famiglia Fuzio.

Cercheremo, seppur per piccoli flash, di recuperare esperienze e ricordi di periodi precedenti sui quali, soprattutto per le vicende sportive dell’A.S.Andria, stiamo raccogliendo materiale che pubblicheremo a tempo debito.

Insomma il tentativo è quello di consegnare alla memoria collettiva della comunità la ricostruzione di un fenomeno che, nel bene e nel male, ha connotato il vissuto cittadino degli ultimi decenni del secolo trascorso.

Ovviamente non di fermeremo qui. Allargheremo lo sguardo sui molteplici fenomeni sociali,economici, politici che hanno attraversato nel tempo la nostra comunità.

Lo faremo con l’intento si sollecitare la memoria di tutti noi, pronti a raccogliere ricordi, testimonianze, analisi, foto e video che rendano questo uno spazio di tutti e per tutti.

Ma non solo: non si vive esclusivamente di ricordi. Ci occuperemo anche dell’oggi con uno sguardo privilegiato alle vicende sportive cittadine, ma anche allungando lo sguardo su ogni fenomeno che possa essere di interesse comune.

Diverse saranno le rubriche che man mano arricchiranno il nostro sito.

CITTANELPALLONE vuole essere la metafora che sintetizza il nostro vivere quotidiano in città sempre più convulse: partiamo dal pallone, dal gioco del calcio, per poi allungare lo sguardo su tutto ciò che si muove intorno a noi.

Insomma ci occuperemo delle STORIE DI CAOS QUOTIDIANO che, piccole o grandi che siano, formano l’ambiente nel quale trascorriamo gran parte della nostra quotidianità.